Dentista Palermo Davide Torchia Odontoiatra - Dentista Palermo

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Lo Studio Dentistico Dottor Davide Torchia di Palermo, si dedica da oltre 30 anni con grande cura e passione a tutte le branche dell’odontoiatria. L’obiettivo principale è la soddisfazione del paziente, aiutato a scegliere la miglior terapia per la bocca ed il proprio sorriso. Lo studio dentistico si trova a Palermo in via Nicolò Garzilli 62, posizione facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Il costante aggiornamento professionale, insieme alle più moderne tecnologie, garantisce al paziente la massima qualità ed il trattamento odontoiatrico più consono alle sue esigenze. Il piano di cura viene studiato appositamente per ogni singolo paziente, con trattamenti personalizzati e di alto livello qualitativo.
Nella nostra sala d’attesa mettiamo a proprio agio il paziente che aspetta il suo turno. Aspettare il proprio turno è davvero confortevole con la compagnia del personale d\'accoglienza, attrezzato di gradevoli poltrone, Wi-Fi gratuito, servizi sanitari e riviste come Micromega, Terranuova, Focus, National Geographic e delle brochure con la spiegazione di alcuni servizi o terapie. La sala d’attesa deve diventare un luogo di piacevole relax, dove le persone trovano a loro disposizione tutto quello di cui potrebbero avere bisogno durante l’attesa.ndodonzia comunemente chiamata devitalizzazione o terapia canalare, permette di mantenere i propri denti ancora per molti anni anche se compromessi; è possibile anche salvare denti già devitalizzati che vanno ritrattati, ed eliminare granulomi e infezioni all'apice dentale, sempre risparmiando la base originale del proprio dente.
Presso il nostro studio, ci avvaliamo  di strumenti tecnologicamente avanzati per la diagnosi.e la terapia dei problemi legati ai denti:
-L’impiego di ingranditori microchirurgici, che grazie alla capacità di ingrandire la visuale rende possibili interventi più complessi.
- Micromotori endodontici dedicati e utilizzo di strumenti in Nickel-Titanio per la sagomatura dei canali radicolari.
- Rilevatori apicali computerizzati per la corretta identificazione delle lunghezze delle radici dentarie.
Il trattamento endodontico consiste nella rimozione della polpa dentaria infiammata e infetta, provvedendo alla sua sostituzione con un’otturazione permanente in guttaperca (una macromolecola di origine vegetale) e cemento canalare, previa adeguata sagomatura e detersione dei canali radicolari.
Dopo il trattamento di endodonzia, alcuni pazienti avvertono un indolenzimento più o meno fastidioso della parte trattata, che può essere facilmente tenuto sotto controllo con un comune farmaco analgesico.
Presso lo studio viene inoltre trattata tutta la patologia relativa al trattamento del dente immaturo.
Lo studio dentistico del dott. Torchia , ha inoltre trattato numerosi casi di chirurgia endodontica (apicectomia) mantenendo in vita denti con problemi apicali altrimenti irrisolvibili, con elevate percentuali di successo e controlli di mantenimento degli elementi dentali nel tempo. Ha inoltre una elevata casistica positiva sulla cura dei granulomi apicali.
L'igiene orale è ormai una necessità primaria e irrinunciabile, è dimostrato che una bocca in salute aiuta a evitare possibili infezioni a livello sistemico. La prevenzione è un elemento fondamentale del rapporto continuativo dello studio con il paziente, con un trattamento pianificato almeno una volta l'anno.
La profilassi medica seguita dal nostro team comprende:
• l’uso di ultrasuoni per la rimozione dei depositi sopra gengivali.
• lo scaling o root-planing per effettuare la levigatura delle radici dei denti.
Lo spazzolino da denti e il dentifricio
Quali strumenti bisogna usare per una corretta igiene orale?
Innanzitutto dobbiamo impegnarci tutti i giorni a casa con lo spazzolino da denti e il dentifricio. E’ importante lavarsi i denti più volte al giorno e soprattutto la sera prima di andare a letto, per evitare che i residui di cibo, a contatto con i batteri, si trasformino in acidi, i quali, dissolvono lo smalto.
Lo spazzolino da denti deve avere il manico dritto, le setole non troppo dure, perfettamente dritte e di uguale lunghezza, con punte arrodontate per un diametro di circa 0,20 mm. Quando le setole cominciano a piegarsi e deformarsi, è ora di sostituire lo spazzolino.
La scelta del dentifricio non è fondamentale come quella dello spazzolino, comunque un buon dentifricio deve contenere fluoro perché favorisce la rimineralizzazione dei denti e previene la carie.
 
Filo interdentale, scovolino e collutorio.
Per rimuovere la placca batterica negli spazi interdentali, dove non si riesce ad arrivare con lo spazzolino, la migliore soluzione è il filo interdentale. Questo deve essere posizionato nello spazio tra due denti fino a toccare la gengiva, poi si tira verso l’esterno strofinandolo lungo la superficie del dente. Questo strofinamento determina il distacco della placca batterica, che viene poi definitivamente espulsa con uno sciacquo di bocca.
Un altro strumento che può risultare molto utile nell’igiene orale è lo scovolino, il migliore strumento per pulire gli spazi interdentali più larghi. Una sorta di spazzoletta viene inserita nello spazio interdentale rimuovendo i residui del cibo e la placca.
Può essere molto utile, per una corretta igiene orale, anche l’utilizzo del colluttorio; questo prodotto non rimuove la placca, quindi bisogna sempre utilizzare lo spazzolino e il dentifricio come azione primaria, però può essere considerato un prodotto ausiliario da utilizzare in seguito al lavaggio dei denti per completare la pulizia, per disinfettare la bocca oppure per rinfrescare semplicemente l’alito.
La placca batterica è poco visibile alla vista, quindi, per essere sicuri di toglierla bene, si possono utilizzare delle pastiglie rivelatrici, che colorano la placca mettendo in evidenza le zone non perfettamente pulite. In questo modo è possibile rimuovere completamente la placca.
 
La pulizia professionale
Periodicamente, almeno una volta l’anno o anche più spesso nei soggetti con dentature predisposte all’accumulo di placca e tartaro, oltre alla tradizionale igiene orale, si consiglia di fare una pulizia dei denti professionale presso il nostro studio dentistico, in modo da rimuovere tutta la placca che non siamo riusciti a togliere con le nostre azioni quotidiane e il tartaro che nel frattempo si è formato.
Lo studio odontoiatrico del dott. D. Torchia di Palermo, coerentemente con la propria etica, educa i pazienti ad una corretta igiene orale come azione fondamentale per la prevenzione delle malattie dentarie.
Ci teniamo a far capire, che trascurare la propria bocca, significa andare incontro a problematiche piuttosto serie in futuro che, oltre ad essere dannose per la salute faranno spendere molti soldi per le cure.
Gli impianti dentali sono dispositivi medico chirurgici che si utilizzano per sostituire uno o più denti mancanti, come se fossero radici artificiali inserite direttamente nel tessuto osseo mandibolare o mascellare e sulle quali vengono applicati i denti protesizzati.
La radice meccanica è realizzata in titanio, materiale totalmente biocompatibile e ideale per il processo biologico di osteointegrazione, ossia l’unione tra l’osso e l’impianto.
Un impianto solitamente si compone di tre parti distinte:
Vite endossea: l’elemento più importante di ogni impianto. Si tratta di una vite filettata in titanio di forma conico-cilindrica che viene inserita nell’osso e che, dopo il processo di osteointegrazione, diverrà il punto cardine per la solidità e stabilità dell’intero impianto.
Abutment: l’elemento di raccordo tra la vite e la protesi dentaria, è la porzione dell’impianto più a stretto contatto con la mucosa gengivale.
Protesi dentaria: la parte esterna dell’impianto ossia quella che si vedrà all’interno della bocca e che acquisirà quanto più possibile la forma del dente originale.
Vantaggi degli impianti.
I vantaggi degli impianti dentali rispetto ai tradizionali trattamenti in caso di mancanza di uno o più denti sono molteplici:
Possono sostituire uno o più denti, fino ad arrivare a sostituire una intera arcata replicando tutte le funzionalità originali, dalla masticazione all’estetica;
Al contrario dei ponti dentali non è necessario preparare e monconizzare i denti pilastro;
Non influiscono sugli altri denti adiacenti;
Forniscono un’ottima stabilità alle ricostruzioni protesiche;
Hanno una ottima durata, a condizione di pulizia e manutenzione costanti.
Come avviene l'intervento
Tecnologia e tecniche moderne garantiscono il risultato che desideri
Grazie alle diverse tecniche, con gli impianti dentali oggi è possibile rimpiazzare i denti mancanti nella bocca di un paziente affetto da edentulismo parziale o totale, con interventi davvero minimamente invasivi!
La tecnica implantare consiste nell’inserire viti in titanio nell’osso ed attendere la loro osseintegrazione (ossia integrarsi fisicamente e funzionalmente con l’osso circostante). Se manca un solo dente, la terapia implantare va a ripristinare la radice del dente perso e la sua corona. Allo stesso modo, è possibile sostituire diversi denti, o addirittura una intera arcata dentale attraverso ponti, o protesi totali ancorati su impianti.
L’impianto  viene quindi posizionato e, grazie all’osteointegrazione, viene integrato dall’osso mandibolare diventandone parte integrante. Avvenuta la osteointegrazione si procede all’avvitamento dei denti artificiali, utilizzando la filettatura presente nell’impianto e ripristinando l’arcata “naturale” del paziente.
Quali sono le valutazioni da fare per l’utilizzo degli impianti dentali?
È innanzitutto fondamentale la valutazione della salute generale del paziente; infezioni sistemiche, osteoporosi o malattie diabetiche ad esempio devono essere opportunamente diagnosticate e compensate. Va valutata accuratamente anche la condizione di salute della zona specifica da trattare; eventuali infezioni alla gengiva o ai denti adiacenti devono essere curate preventivamente per non compromettere il successo finale della terapia implantare. L’utilizzo di moderni strumenti diagnostici come la radiografia endorale e la tomografia computerizzata (TAC) ci forniscono inoltre informazioni importanti sulla quantità di osso presente nella zona in cui si vuole posizionare l’impianto e sulla vicinanza di strutture anatomiche delicate, a cui bisogna prestare attenzione durante l’intervento, come il nervo mandibolare, i seni mascellari o le radici dei denti adiacenti.
Quali sono le fasi della terapia implantare?
Un momento fondamentale di tutta la terapia implantare è il consulto iniziale durante il quale il professionista valuterà la fattibilità dell’intervento e analizzerà insieme al paziente quali siano le possibili alternative di trattamento. In questa fase dopo un primo esame della ortopantomografia (radiografia panoramica), si procede  con una tac dedicata alle arcate dentarie, Tac Cone Beam , con la quale si procede alla realizzazione di un piano protesico che viene  consegnato al paziente , dove si illustra ogni fase della terapia implantare.
Si procede quindi al vero e proprio intervento chirurgico che viene eseguito all’interno dell’ambulatorio odontoiatrico con una semplice anestesia locale. Se il volume di osso nella zona da trattare risulta insufficiente all’inserimento dell’impianto si procede alla rigenerazione ossea che può essere realizzata precedentemente o simultaneamente all’inserimento degli impianti stessi; di questo trattamento complementare illustreremo i dettagli in una sezione a parte. In alcuni casi gli impianti possono essere caricati immediatamente o a breve distanza dall’inserimento; in altri situazioni cliniche si attende che l’osteointegrazione (solida integrazione tra osso ed impianto) sia completata.
Una volta completata l’osteointegrazione, e a guarigione avvenuta, gli impianti vengono scoperti e si procede alla successiva fase protesica che varia in base a quanto pianificato e concordato nel piano di trattamento iniziale. Fondamentali sono i successivi controlli periodici per valutare lo stato di guarigione e di salute dei tessuti molli (gengiva), il livello di osso e la sua integrazione con l’impianto e l’integrità della componente protesica. È inoltre indispensabile sottoporsi a periodiche sedute di igiene orale professionale che fanno da supporto a quella quotidiana domiciliare.
Quali sono gli accorgimenti da adottare dopo l’inserimento di un impianto?
Come per i denti naturali, è consigliato di non utilizzarli come utensili; l’impianto e la corona sovrastante, anche se molto resistenti, possono fratturarsi a seguito di un trauma. Anche il digrignamento involontario (bruxismo) è un’abitudine nociva sia per i denti naturali che per le corone avvitate sugli impianti; in queste condizioni viene raccomandato di portare il bite ogni notte. Anche se i batteri, a differenza di quanto avviene per i denti naturali, non possono cariare gli impianti, la placca ed il tartaro possono comprometterne il sostegno garantito dall’osso che li circonda. Una corretta igiene orale, sia domiciliare che professionale in studio, è indispensabile per il mantenimento nel tempo degli impianti dentali. Va ricordato anche che il fumo ha un impatto molto più negativo sugli impianti che sui denti naturali.Ortodonzia con Mascherine Trasparenti per l’adulto
IL TRATTAMENTO INVISALIGN PER IL RIALLINEAMENTO DEI DENTI
Il nostro studio pratica da molti anni il trattamento  Invisalign per il riallineamento dei denti. Questo si effettua mediante l’utilizzo di un  apparecchio trasparente.
Prima di poter elaborare un piano di trattamento, verranno prese delle impronte dei tuoi denti per verificare se è possibile allinearli utilizzando questo sistema. Una volta effettuata tale verifica, verrà sviluppato un piano di trattamento dettagliato mediante l’esclusivo software  ClinCheck ® che consente ai pazienti di visualizzare il proprio piano di trattamento dall’inizio alla fine.Il  ClinCheck mostra i movimenti dentali previsti nel corso del trattamento, così  puoi vedere l’aspetto previsto per i tuoi denti alla fine del trattamento prima ancora di iniziarlo.
In alcuni casi la terapia di intervento con apparecchio mobile o fisso è indispensabile, ma esistono molte situazioni in cui il sistema Invisalign è addirittura più efficace di un trattamento fisso.
Quando inizierai il tuo trattamento di ortodonzia grazie alle  mascherine trasparenti, indosserai un set di  aligner personalizzati e lo sostituirai ogni due settimane. Gli  aligner trasparenti sono personalizzati e realizzati con il materiale  Smart Track. Si adattano ai denti e consentono un ottimale controllo dei movimenti dentali, grazie a forze delicate e alla possibilità di ruotarli se necessario. Man mano che procederai con le serie di aligner, i tuoi i denti inizieranno a spostarsi a poco a poco, fino a raggiungere gradualmente la posizione finale prevista.
L’Invisalign rappresenta una grande innovazione in campo odontoiatrico.Il nostro studio dentistico si occupa anche di curare la  malattia parodontale, chiamata altresì  parodontopatia. La parodontologia è la branca dell’odontoiatria che si occupa della diagnosi e cura delle malattie legate all’apparato di sostegno dei denti, detto parodonto.
Questo è costituito dalla gengiva, dal legamento parodontale (che lega il dente all’osso), dal cemento radicolare (il tessuto che ricopre le radici dei denti) e dall’osso alveolare (l’organo di attacco dei denti).
In particolare, la  parodontologia ha come principale oggetto di studio e cura la parodontopatia.
Quella che comunemente viene chiamata piorrea non è altro che la manifestazione acuta (con gengive gonfie e fuoriuscita di pus dalle gengive) della malattia parodontale.
È una malattia infettivo infiammatoria che spesso viene sottovalutata. Molte volte però è causa della perdita progressiva dei tessuti di supporto del dente (gengiva, osso e legamento parodontale). Si arriva perfino alla  perdita dei denti stessi, anche se apparentemente sani.
In quanto tempo progredisce?
La velocità della progressione della malattia parodontale dipende da diversi fattori: quantità e qualità di placca batterica presente e dalla predisposizione del soggetto alla malattia, ma anche dalla presenza/assenza di fattori di rischio quali il  fumo o il  diabete.
Quali sono i sintomi della parodontite?
• il sanguinamento delle gengive, soprattutto quando vengono spazzolate;
• il dolore a livello delle gengive;
• la formazione di spazi vuoti tra i denti;
• le gengive gonfie;
• il diradamento o la recessione gengivale;
• l’alito cattivo persistente;
• la comparsa di pus tra denti e gengive;
• la maggiore sensibilità dei denti durante la masticazione;
• la progressiva mobilità dei denti.
Come curare la parodontite?
Oggi la  malattia parodontale si può  curare e  prevenire.
Una prima terapia, preliminare a tutte le altre, chiamata terapia iniziale o terapia causale, ha l’obiettivo di migliorare l’igiene orale del paziente. Questa consiste in una riduzione significativa e stabile della placca batterica, del tartaro sopragengivale e sottogengivale, attraverso l’uso di strumenti per la pulizia orale professionale. A questa terapia iniziale seguono altri trattamenti mirati.
Una volta ottenuto il controllo della malattia parodontale, il paziente entra nella  terapia di supporto (o mantenimento): un ciclo di richiami igienici eseguiti in studio da un professionista esperto, con frequenza variabile a seconda delle necessità specifiche del paziente.
L’efficacia del controllo della malattia viene monitorata annualmente con visite programmate individualmente.Le protesi dentali hanno il compito di riabilitare le funzioni orali dei pazienti affetti da edentulia (mancanza di denti) parziale o totale, mediante la sostituzione dei denti naturali con elementi dentari artificiali. Alcuni tipi di interventi protesici possono essere utilizzati per correggere anomalie funzionali oltre che estetiche di forma, colore o posizione dei denti naturali.
Si possono distinguere diverse tipologie di protesi dentali:
1 protesi fissa.   
la protesi fissa sostituisce gli elementi dentari naturali con manufatti definitivi e stabili. Si tratta di faccette, corone (sostituti artificiali di un solo dente) e ponti (sostituiti di più elementi dentari) cementati a pilastri di sostegno naturali (denti contigui) e perciò non rimovibili dal paziente.            
2   Protesi mobile
Viene intesa come ricostruzione dell’apparato masticatorio con soluzioni amovibili.
La protesi mobile ha come caratteristica la possibilità di poter essere rimossa dal paziente per effettuare le manovre d’igiene . Esistono principalmente due tipi di protesi mobile:
Protesi parziale: Si ancora tramite ganci di precisione ai denti rimanenti. Può avere una struttura di sostegno metallica o semplicemente attacchi di precisione su elementi pilastro. C’è anche la possibilità di realizzare protesi a base di nylon, senza metallo.
Protesi totale: Viene utilizzata nei casi di edentulia, mancanza totale di denti residui. In questi casi i carichi masticatori vengono completamente scaricati sulla mucosa e sull’osso sottostante. Diventa ancora più importante in questo caso rispettare il profilo facciale del paziente che non perderà di naturalezza. L’obiettivo è quello di sostituire arcate intere con protesi che il paziente potrà sostituire in qualsiasi momento della giornata. Nonostante la stabilità della protesi sia compromessa dal graduale riassorbimento osseo (tale da richiedere regolari “ribasature” da parte del dentista) e l’efficacia masticatoria sia ridotta rispetto ad altre soluzioni protesiche, la protesi totale rappresenta a tutt’oggi una soluzione più economica e meno complessa per ripristinare le funzioni orali del paziente
3 protesi combinata
la protesi combinata ripristina l’efficacia dell’arcata dentaria mediante il supporto di denti o impianti in titanio osteointegrati. La protesi è rimovibile ma fissata e resa stabile da dispositivi di ancoraggio che ne assicurano una funzionalità a lungo termine.
Questo tipo di dispositivo, fissandosi a perni artificiali, offre il vantaggio di non scaricare la propria forza masticatoria sui denti residui, minandone progressivamente la salute e la stabilità, come avviene nel caso della protesi parziale o scheletrato.
4 protesi su impianti
L’implantologia rappresenta oggi la migliore soluzione per una riabilitazione funzionale ed estetica della masticazione.
protesi avvitata/cementata: la protesi su impianti può essere avvitata o cementata. Entrambi i sistemi di fissazione sono efficaci e vengono scelti in funzione delle diverse situazioni cliniche che si presentano al professionista. La rimovibilità della protesi su impianti è una grande opportunità che va mantenuta attraverso la cementazione provvisoria e la fissazione della protesi mediante microviti. In qualsiasi momento può essere richiesta la rimovibilità transitoria del manufatto protesico poiché questi sistemi di fissazione lo permettono.
L’elemento protesico può essere realizzato con diversi materiali:
La resina viene confezionata nei colori simili ai denti naturali e, come per la ceramica, può essere caratterizzata individualmente. É utilizzata per i provvisori, cioè per quelle protesi fisse posizionate in bocca per un periodo di tempo limitato, per motivi diagnostici e di verifica, e per il tempo necessario all`odontotecnico per la produzione degli elementi definitivi.
La ceramica, che ormai ha soppiantato ogni altro materiale usato in passato,  costituisce il materiale di scelta principale per qualsiasi tipo di restauro protesico.
Viene preparata nel laboratorio odontotecnico su cappette in zirconio o da sola nelle forme integrali e poi “cotta” in speciali forni ad alte temperature, per conferirle le caratteristiche di estetica, durezza, trasparenza e levigatezza, che la rendono praticamente uguale ai denti.
I compositi per la relativa minor durezza rispetto alla ceramica, ma uguale estetica, possono essere utilizzati nelle riabilitazioni implantari.
Presso il nostro studio tutte le riabilitazioni protesiche prevedono l’utilizzo dei materiali più innovativi, a garanzia di un trattamento funzionale ed estetico di elevata qualità.Che cos’è l’odontoiatria restaurativa?
L’odontoiatria restaurativa, detta anche conservativa, è la branca dell’odontoiatria che si occupa del restauro del singolo dente danneggiato da carie o da traumi, attraverso otturazioni adesive (bonding), ricostruzioni o intarsi, in modo da ripristinare la normale funzione ed estetica dei denti. Sempre maggiore è inoltre il numero dei pazienti che desidera per motivi estetici sostituire le precedenti otturazioni in amalgama d’argento con otturazioni estetiche in resina composita
Quali sono i materiali che vengono utilizzati?
La moderna odontoiatria conservativa è basata sul concetto di minima invasività, grazie alle caratteristiche adesive dei materiali compositi, viene cioè rimosso il solo tessuto cariato, a differenza di quanto avviene con l’utilizzo dell’amalgama d’argento, che richiede una preparazione del dente ritentiva e pertanto una cavità più ampia con la rimozione anche di tessuto dentale sano. Se la quantità di sostanza dentale da ricostruire è notevole, e nei restauri dei denti devitalizzati, l’indicazione è per un intarsio, un restauro indiretto che viene realizzato in laboratorio e cementato successivamente sul dente preparato dal dentista.
In che modo viene realizzata una ricostruzione in composito?
Prima dell’otturazione vera e propria si procede a ripulire la cavità dal tessuto cariato. I tessuti del dente, smalto e dentina, verranno successivamente mordenzati con un acido particolare per migliorare la successiva adesione del composito. Una volta posizionato nella cavità del dente il composito viene utilizzata una luce speciale per indurire e cementare il materiale al dente stesso. Infine il restauro in composito viene modellato e lucidato per ricreare un aspetto pari allo smalto del dente naturale.
Come viene realizzata una ricostruzione con intarsio?
Inizialmente il dente viene preparato rimuovendone la parte danneggiata e modellato in maniera tale da poter alloggiare l’intarsio. Un'impronta del dente viene poi rilevata in modo da ottenere un modello sul quale viene costruito l’intarsio in laboratorio. Se necessario, tra una seduta e l’altra viene applicato un restauro provvisorio che sarà successivamente sostituito con l’intarsio definitivo cementato nella cavità preparata.Pratica di estetica odontoiatrica molto richiesta, prevede una procedura in grado di schiarire il colore dei denti, portandolo verso gradazioni di bianco più intenso. Viene così rimossa la componente gialla, marrone o grigia che diventa più evidente con il trascorrere anche placca e tartaro provocano progressivi cambiamenti cromatici. E' opportuno far precedere lo sbiancamento da un'accurata detartrasi e lucidatura con polish delle superfici dentali.
Traumi dentali, vecchie ricostruzioni d'amalgama d'argento, devitalizzazioni incongrue, sono le cause principali delle alterazioni cromatiche interne. Fumo, caffè, tè in particolar modo, sono i principali responsabili delle macchie esterne dei denti.
Dopo il trattamento di sbiancamento dentale, è importante mantenere il risultato ottenuto attraverso una costante pulizia e igiene dentale con spazzolino, dentifricio e filo interdentale. I denti sbiancati possono ritornare parzialmente al loro colore originale. In questi casi, è sufficiente ripetere il trattamento sbiancante periodicamente.
Il trattamento professionale effettuato presso il nostro studio prevede l'utilizzo dell'innovativo sistema Medi Care, altamente professionale.
Medi Care è un sistema sbiancante rivoluzionario a base di percarbonato di sodio.
L'azione sbiancante viene attivata esponendo ai raggi della lampada il gel posizionato sulla superficie dei denti, senza esercitare alcuna azione abrasiva o corrosiva e senza dolore o effetti collaterali di sensibilizzazione.
I disturbi articolari rientrano nella branca dell'odontoiatria chiamata GNATOLOGIA. Tale branca studia i disturbi legati ad una cattiva occlusione e ad errati movimenti della mandibola e del sistema muscolare.
Sintetizzando, la bocca è formata da due parti: una parte fissa superiore detta mascella, ed una mobile inferiore chiamata mandibola. Ogni volta che deglutiamo, mastichiamo o parliamo i movimenti mandibolari e mascellari sono controllati dai muscoli masticatori e dipendono dall’occlusione dei denti.
la disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare (in acronimo ATM,), può causare molteplici problemi, quali ad esempio:
• Cefalea
• Dolori cervicali
• Blocco dell’articolazione
• Rumori a livello dell’orecchio quando apriamo e chiudiamo la bocca
• Dolori facciali vicino all’orecchio
• Usure dentali
• Problemi posturali
• Insonnia
• Nervosismo e irritabilità
IL dr. Torchia si è formato con il Dottore Molina, decano della gnatologia nazionale e dal 1974 responsabile  del reparto di gnatologia dell'istituto stomatologico di Milano.
La terapia varia a seconda della causa e può comportare l’uso di bite, fisioterapia dell’articolazione temporo-mandibolare, molaggio selettivo, ortodonzia, riabilitazione mio-funzionale del cavo orale.
Il trattamento terapeutico di gnatologia più utilizzato ed efficace è l’applicazione del bite, ossia un dispositivo mobile realizzato in resina progettato sul calco della dentatura del paziente. Questo è in grado di migliorare la chiusura delle arcate dentali e ristabilire la corretta posizione della mandibola. L’azione che svolge il bite tende a decontratturare le fasce mandibolari e favorire un movimento isotonico.
IL DIGRIGNAMENTO DEI DENTI
Il bruxismo o digrignamento involontario dei denti, è sicuramente il sintomo più comune
 e conosciuto che spinge molti nostri pazienti ad effettuare un esame gnatologico.
Il digrignamento dei denti avviene solitamente di notte,durante le prime fasi del sonno,
in alcuni casi anche durante la giornata e soprattutto in condizioni di stress psico-fisico.
Nel campo della gnatologia clinica, definiamo il bruxismo una parafunzione , ossia un
movimento dell’articolazione temporo-mandibolare che non è  finalizzato ad alcuno
scopo. I disturbi che il paziente accusa al risveglio e che ci comunica sono
l’affaticamento della mandibola, mal di testa, dolori alle orecchie, “click” della mandibola.

 

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