impiatiTecnologia e tecniche moderne garantiscono il risultato che desideri
Grazie alle diverse tecniche, con gli impianti dentali oggi è possibile rimpiazzare i denti mancanti nella bocca di un paziente affetto da edentulismo parziale o totale, con interventi davvero minimamente invasivi!
La tecnica implantare consiste nell’inserire viti in titanio nell’osso ed attendere la loro osseintegrazione (ossia integrarsi fisicamente e funzionalmente con l’osso circostante). Se manca un solo dente, la terapia implantare va a ripristinare la radice del dente perso e la sua corona. Allo stesso modo, è possibile sostituire diversi denti, o addirittura una intera arcata dentale attraverso ponti, o protesi totali ancorati su impianti.
L’impianto  viene quindi posizionato e, grazie all’osteointegrazione, viene integrato dall’osso mandibolare diventandone parte integrante. Avvenuta la osteointegrazione si procede all’avvitamento dei denti artificiali, utilizzando la filettatura presente nell’impianto e ripristinando l’arcata “naturale” del paziente. 
Quali sono le valutazioni da fare per l’utilizzo degli impianti dentali?
È innanzitutto fondamentale la valutazione della salute generale del paziente; infezioni sistemiche, osteoporosi o malattie diabetiche ad esempio devono essere opportunamente diagnosticate e compensate. Va valutata accuratamente anche la condizione di salute della zona specifica da trattare; eventuali infezioni alla gengiva o ai denti adiacenti devono essere curate preventivamente per non compromettere il successo finale della terapia implantare. L’utilizzo di moderni strumenti diagnostici come la radiografia endorale e la tomografia computerizzata (TAC) ci forniscono inoltre informazioni importanti sulla quantità di osso presente nella zona in cui si vuole posizionare l’impianto e sulla vicinanza di strutture anatomiche delicate, a cui bisogna prestare attenzione durante l’intervento, come il nervo mandibolare, i seni mascellari o le radici dei denti adiacenti.
Quali sono le fasi della terapia implantare?
Un momento fondamentale di tutta la terapia implantare è il consulto iniziale durante il quale il professionista valuterà la fattibilità dell’intervento e analizzerà insieme al paziente quali siano le possibili alternative di trattamento. In questa fase dopo un primo esame della ortopantomografia (radiografia panoramica), si procede  con una tac dedicata alle arcate dentarie, Tac Cone Beam , con la quale si procede alla realizzazione di un piano protesico che viene  consegnato al paziente , dove si illustra ogni fase della terapia implantare.
Si procede quindi al vero e proprio intervento chirurgico che viene eseguito all’interno dell’ambulatorio odontoiatrico con una semplice anestesia locale. Se il volume di osso nella zona da trattare risulta insufficiente all’inserimento dell’impianto si procede alla rigenerazione ossea che può essere realizzata precedentemente o simultaneamente all’inserimento degli impianti stessi; di questo trattamento complementare illustreremo i dettagli in una sezione a parte. In alcuni casi gli impianti possono essere caricati immediatamente o a breve distanza dall’inserimento; in altri situazioni cliniche si attende che l’osteointegrazione (solida integrazione tra osso ed impianto) sia completata.
Una volta completata l’osteointegrazione, e a guarigione avvenuta, gli impianti vengono scoperti e si procede alla successiva fase protesica che varia in base a quanto pianificato e concordato nel piano di trattamento iniziale. Fondamentali sono i successivi controlli periodici per valutare lo stato di guarigione e di salute dei tessuti molli (gengiva), il livello di osso e la sua integrazione con l’impianto e l’integrità della componente protesica. È inoltre indispensabile sottoporsi a periodiche sedute di igiene orale professionale che fanno da supporto a quella quotidiana domiciliare.
Quali sono gli accorgimenti da adottare dopo l’inserimento di un impianto?
Come per i denti naturali, è consigliato di non utilizzarli come utensili; l’impianto e la corona sovrastante, anche se molto resistenti, possono fratturarsi a seguito di un trauma. Anche il digrignamento involontario (bruxismo) è un’abitudine nociva sia per i denti naturali che per le corone avvitate sugli impianti; in queste condizioni viene raccomandato di portare il bite ogni notte. Anche se i batteri, a differenza di quanto avviene per i denti naturali, non possono cariare gli impianti, la placca ed il tartaro possono comprometterne il sostegno garantito dall’osso che li circonda. Una corretta igiene orale, sia domiciliare che professionale in studio, è indispensabile per il mantenimento nel tempo degli impianti dentali. Va ricordato anche che il fumo ha un impatto molto più negativo sugli impianti che sui denti naturali.
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